Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post

venerdì 23 maggio 2008

Linea dura del Governo, servirà a qualcosa?

A pochi giorni dall'insediamento il nuovo esecutivo sembra essersi subito rimboccato le maniche mettendosi alacremente al lavoro su più fronti. In effetti non c'era molto tempo da perdere in pose da fotografia o in strette di mano per ulteriori congratulazioni; la gente vuole subito i fatti e l'ambito d'azione spazia dalla lotta alla criminalità all'emergenza rifiuti, dalla finanza alle opere pubbliche, dalla sicurezza ai rapporti con l'estero. Non sono mancate, però, le prime punzecchiature la parte dell'opposizione (o come direbbe il premier dai "soliti comunisti") e neanche dall'estero vista la frecciatina lanciata dal vice premier spagnolo che ha accusato l'Italia addirittura di xenofobia. In verità alcuni provvedimenti stanno facendo molto discutere (in bene e in male) come ad esempio il pacchetto sicurezza o i provvedimenti volti a togliere l'ICI sulla prima casa; provvedimenti adottati a testa bassa dal Governo e approvati a larga maggioranza nella speranza che la svolta per il nostro Paese sia davvero vicina.
Dopo tutto sono convinto che seguire un certo percorso con le proprie convinzioni, senza tentennamenti e senza remore porterà a dei risultati concreti se tutti si impegnano come dovrebbero...la linea dura non sarà dittatura (scusate la rima involontaria) ma bisogna far filare la cose in una certa maniera abbandonando il modo di fare politica e di agire troppo morbidamente che ci ha caratterizzati negli ultimi venti anni.
Ho la sensazione che saranno cinque anni positivi, secondo voi?

lunedì 12 maggio 2008

Da Grillo a Travaglio, i nuovi provocatori della politica

Ormai sono in grado di movimentare masse intere di persone con le loro provocazioni, gli inviti alla riflessione, i "vaffa" distribuiti gratuitamente (o quasi) e la presenza sempre più marcata nei vari programmi televisivi; si tratta dei nuovi provocatori o propositori di idee che (da Beppe Grillo a Marco Travaglio passando per Luttazzi e per il capostipite di questa categoria: Gianfranco Funari) impazzano da un pò di tempo sui vari media e di riflesso sulla bocca della gente. Essendo per la maggior parte giornalisti sfruttano ovviamente i mezzi che hanno a disposizione per far sentire la loro voce e per far aprire gli occhi agli italiani toccando uno dei temi più delicati in questi ultimi tempi: la politica. Brulicano così sui vari giornali, blog o trasmissioni televisive (anche del servizio pubblico) frecciate e critiche che pesano come macigni sui vari personaggi del mondo politico, sui loro curriculum e sul loro modus operandi.
A volte i limiti vengono superati, l'ultimo caso si è verificato sabato 10 maggio nella trasmissione di Fazio "Che tempo che fa"; ospite d'eccezione proprio Marco Travaglio invitato anche per la presentazione del suo ultimo libro "Se li conosci, li eviti". Nel suo intervento il giornalista, seguendo la sua linea di pensiero e continuando a criticare i parlamentari condannati, ha definito addirittura la seconda carica dello Stato (ossia il nuovo presidente del Senato, Renato Schifani) appena un gradino sopra una muffa o un lombrico, sottolineando peraltro le sue ipotetiche collusioni mafiose. Sembra futile aggiungere che la trasmissione di Fazio andrà incontro ad una sanzione da parte dell'Autorità Garante per le telecomunicazioni ma il mio pensiero è rivolto verso un quesito di grande importanza: queste persone arrecano solo un danno al clima politico creando inutili tensioni oppure cercano di dare uno scossone a tutto il sistema verso la creazione di qualcosa di costruttivo?
Sono convinto che una risposta univoca non ci sia. E voi? Dite la vostra..

giovedì 8 maggio 2008

Ai posti di comando!

Finalmente ci siamo, la tanto agoniata lista dei ministri del nuovo governo Berlusconi è pronta. E' stata resa nota già ieri sera e presso la "terza camera" (ossia Porta a Porta di Vespa) sono stati chiariti gli ultimi dubbi in merito..come sempre non sono mancate le polemiche sulle nomime come ad esempio Sacconi al welfare (ci doveva essere la Prestigiacomo) o l'esclusione della Brambilla e dell'ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, per non parlare del leghista Calderoli piazzato al ministero senza portafoglio della "semplificazione" o delegificazione.
Una cosa, però, va riconosciuta a questo governo: la riduzione dei tempi per le consultazioni associata ad una visione chiara e univoca della linea di comando; ciò è dovuto anche al fatto che in parlamento ormai ci sono solo 5 partiti, il che eviterà almeno nel breve termine crisi non desiderate.
Berlusconi è stato anche criticato per aver costruito un governo di fedelissimi, cucitogli su misura senza coinvolgere esperti esterni (come fece Prodi con Padoa Schioppa), a me sembra che l'importante non sia essere esterno o far parte della classe politica, quello che conta è la preparazione e la competenza e il nuovo premier ha dimostrato con le sue scelte di aver puntato molto su queste caratteristiche nonchè sul contributo che potranno dare i suoi nuovi ( e giovani) delfini come la Carfagna o l'ex governatore pugliese Fitto. Ecco a voi il nuovo esecutivo:
Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio e segretario del Consiglio dei ministri; i 12 ministri con portafoglio sono: Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni all'Interno, Angelino Alfano alla Giustizia, Ignazio La Russa alla Difesa, Giulio Tremonti all'Economia e finanze, Claudio Scajola allo Sviluppo economico, Luca Zaia all'Agricoltura, Stefania Prestigiacomo all'Ambiente, Altero Matteoli alle Infrastrutture, Maurizio Sacconi al Welfare, Sandro Bondi ai Beni culturali, Maria Stella Gelmini alla Istruzione e università; nove sono i ministri senza portafoglio: Giorgia Meloni alle Politiche giovanili, Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento, Umberto Bossi alla Riforma federale, Roberto Calderoli alla Semplificazione, Raffaele Fitto ai Rapporti con le Regioni, Mara Carfagna alle Pari Opportunità, Renato Brunetta alla Funzione pubblica, Gianfranco Rotondi all'Attuazione del programma, Andrea Ronchi alle Politiche comunitarie.
Gruppo ben assortito, non vi pare?

domenica 4 maggio 2008

Parisi sulla bandiera padana: Bossi antitaliano non puo' giurare da ministro


Siamo ancora in attesa dell'insediamento della nuova squadra di governo ma iniziano già a tenere banco le prime polemiche relative alla composizione del nuovo esecutivo.

Come farà Umberto Bossi a giurare, da ministro, onore e fedeltà alla Repubblica se prima non avrà "pubblicamente ritrattato le dichiarazioni antitaliane che ha appena rinnovato?". Se lo chiede Arturo Parisi, ministro uscente della Difesa, che fa riferimento al richiamo del Senatur alla "bandiera padana". Parisi intanto plaude alla proposta di Giorgia Meloni, ex vicepresidente della Camera di An, affinché nelle scuole si canti l'Inno nazionale almeno una volta alla settimana e alla scelta di Gianfranco Fini di rendere omaggio al Tricolore nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera (..tutto ciò ricorda un pò i "vecchi tempi", non trovate?). A gennaio scorso, da ministro della Difesa, in occasione della "Giornata Nazionale della Bandiera" a 211 anni della nascita del primo Tricolore d'Italia, Parisi ringraziò i militari per la cura con cui esponevano la bandiera nelle caserme, lamentando che non facessero altrettanto tutti gli enti pubblici. Inoltre, aggiunge l'ex ministro, "è assolutamente necessario che i cittadini interiorizzino fin da bambini il senso di appartenenza alla comunità nazionale e il senso di lealtà verso la Repubblica, impariamo dagli americani".

Se posso permettermi di aggiungere una piccola considerazione voglio dire che dagli americani abbiamo già appreso troppo negli ultimi anni, credo sia giusto comportarci da italiani piuttosto che guardarci ancora in giro per trovare qualcuno da imitare, bisogna avere personalità..il senatur ha sempre dimostrato di averne portando avanti anche iniziative non proprio lodevoli (una su tutte: nel rivendicare l'autonomia padana qualche anno fa dichiarò di voler usare il tricolore per pulire un anfratto particolare del suo corpo), a questo punto punto mi chiedo: i dubbi di Parisi sono fondati? il nuovo contesto politico ha cambiato il modo di fare politica della Lega? e ancora, Berlusconi saprà far bene il burattinaio nel nuovo governo tenendo a bada chi potrà far schricchiolare gli equilibri?
Solo il tempo ci darà le risposte necessarie...

mercoledì 16 aprile 2008

SPERIAMO!


Devo dire che il mio auspicio espresso nel post precedente, vale a dire un esito elettorale netto e chiaro indipendentemente dalla direzione, si è verificato.

Ora tocca al nuovo governo rimboccarsi davvero le maniche e LAVORARE affichè si creino le condizioni ottimali per far crescere il paese.

Tanti sono i compiti e i problemi da affrontare, dal salvataggio di Alitalia al potere d'acquisto delle famiglie, dall'occupazione al problema rifiuti, dalla questione Meridionale a quella Settentrionale.
Tanti e tutti importanti i punti che devono essere all'ordine del giorno del Governo Berlusconi che comunque dovrà avere il coraggio di prendere decisioni impopolari mettendo in primo piano l'interesse del Paese.
Accadrà davvero tutto questo????????

Da italiani dobbiamo augurarcelo altrimenti la catastrofe si avvicinerebbe in maniera irreversibile! non ci resta che vigilare sull'operato del governo e della politica in generale oltre che sperare nel buon senso di tutti, già SPERARE:
si dice che la speranza è l'ultima a morire perciò....
SPERIAMO!!!






(E che il buon Dio ce la mandi buona).

venerdì 11 aprile 2008

ULTIMI FUOCHI DI CAMPAGNA ELETTORALE.


Siamo nelle ultime ore della campagna elettorale e l'Italia a quanto pare è ancora fortemente indecisa sul da farsi.

Questa sfida elettorale di certo non ha visto molte novità sia nei contenuti che negli uomini ma solo nei nomi dei partiti che sembrano sempre più lontani dalla vita quotidiana di un paese davvero in ginocchio.

La speranza è che ci sia una vittoria netta che garantisca una stbilità al governo e credibilità all'Italia all'estero. Quindi l'invito è di votare in primis e poi di pensare davvero bene su quale simbolo mettere la famosa croce con il pensiero che quella scelta individuale possa essere determinante e soprattutto utile per il paese.


Purtroppo l'ipotesi pareggio è molto realistica e nel caso si avverasse si aprirebbe per il nostro paese una fase ancora (se possibile) più nera dell'attuale che potrebbe sfociare in manifestazioni popolari volte a rovesciare lo status quo con mezzi non proprio diplomatici.........


Non ci resta pertanto che sperare in una maggioranza stabile e soprattutto responsabile.....