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mercoledì 26 marzo 2008

MADE IN ..........



Ho voluto attendere la fine delle celebrazioni pasquali per affrontare l'argomento.
Ormai ogni giorno (frinalmente direi...) si sente parlare della "questione tibetana" e delle "rogne" che essa procura a Pechino nell'anno dei Giochi Olimpici.
Già..... la Cina terra di Mao e della rivoluzione culturale ospita i Giochi Olimpici del 2008. Cosa direbbe il grande timoniere vedendo i miliardi di dollari di sponsorizzazioni che stanno arrivando?
Inutile negarlo la Cina è riuscita ad essere l'unico paese comunista ateamente capitalista. Troppo comodo riservarsi i favori di una ideologia che affascina ancora milioni di persone e poi nella realtà dei fatti avere una crescita economica che se frega dell'ambiente, dei diritti basilari della persona, delle condizioni di lavoro.
Poi applicare una dura repressione contro chi rappresenta l'unica vera opposizione nel paese (opposizione peraltro silenziosa e pacifica), i monaci buddisti del "Tetto del Mondo".
Il Tibet terra che praticamente non è mai stata libera, conserva nonostante tutto, i segreti del vivere in pace con se stessi lontani dal fragore della vita moderna. Sarà di questo che ha paura il governo Cinese?
Boicottare i Giochi olimpici (Ipotesi alquanto remota, visto gli interessi in gioco) avrebbe un grande valore simbolico ma a mio parere poca utilità pratica.
Lancio io una possibile azione che toccherebbe sia gli interessi della Cina e sia quelli degli approfittatori delle sue contraddizioni: Quando andiamo a fare shopping, soffermiamoci un po di più sulle etichette, dove vediamo MADE in CHINA, riponiamo il prodotto sullo scaffale, capiscop magari la convenienza di comprare un prodotto a prezzo più basso, però pensiamo a cosa c'è dietro quel prodotto.
RIPONIAMOLO SULLO SCAFFALE!



sabato 8 marzo 2008

IL TEXAS D' ITALIA..........


E' mai possibile che le persone che posseggono la risorsa più importante dei nostri giorni (il petrolio) versino in una situazione così drammatica?
Il trattamento riservato alla Basilicata è lo stesso che viene riservato ai paesi del terzo mondo da perte delle multinazionali straniere. Da no tare in questo caso la differenza: che sono lo Stato italiano e l'ENI a sfruttare intensivamente la terra lucana senza che nessuna effettiva ricaduta positiva possa manifestarsi.
L'ennesimo paradosso di un'Italia che preferisce sfruttare i suoi cittadini anzichè renderli partecipi di un concreto piano di sviluppo economico-industriale.
Cos'altro dire............ AIUTATEMI VOI a trovare una spiegazione a tutto questo.