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sabato 17 maggio 2008

Emergenza rifiuti: nessuno spiraglio all'orizzonte

Cambia il governo, cambiano le persone, cambiano gli stati d'animo ma la situazione nel napoletano è sempre la stessa. Quasi tutti i quartieri, da quelli più centrali a quelli più periferici , sono ormai invasi invasi da cumuli di spazzatura che rendono quelle zone invivibili.
La spazzatura è diventata ormai una sorta di "blob" che si espande senza controllo rendendo il paesaggio simile a delle favelas..la gente per protesta rovescia in strada i cassonetti, incendia i cumuli e rende la situazione ancora più grave come sottolineato anche dai vigili del foco impegnati costantemente a spegnere i roghi. In parte ciò può essere anche giustificato visto che la gente va avanti con la forza della disperazione e affronta una situazione difficile, che non si addice certamente ad un Paese civile come il nostro.
Delle oltre 5 mila tonnellate riversate per le strade si riesce solo a far fronte alla raccolta ordinaria, quello che preoccupa, però, sono le giacenze. Adesso con i primi caldi la situazione peggiorerà visto che le reazioni chimiche che si innescheranno per colpa delle alte temperature e degli incendi dolosi porteranno ad un aumento dei possibili danni sulla salute umana e ambientale (produzione incontrollata di liquami, percolato, diossine ecc..)
"Non ci resta che piangere" recitava il titolo di un famoso film con Massimo Troisi e Roberto Benigni...sarebbe opportuno cambiare questa citazione con "Non ci resta che sperare"

lunedì 5 maggio 2008

Badanti romeni: un pericolo o una risorsa?



Ormai da un pò di mesi non si fa che parlare nei vari tg e talk televisivi di alcuni fatti di cronaca che vedono coinvolti (in negativo) soprattutto cittadini dell'est Europa; ovviamente non manca chi si schiera dalla loro parte facendo leva sui sentimenti, sulla compassione e sulla voglia di dare una possibilità e una speranza di vita migliore per queste persone che sono state accolte da nostro Paese senza particolari remore. Questo perchè essi rappresentano anche una parte fondamentale della forza lavoro occupata e svolgono mansioni non certo apprezzate dagli italiani; mi permetto però anche di sottolineare l'aspetto critico di questo fenomeno citando un fatto di cronaca risalente all'estate scorsa ma venuto alla ribalta solo pochi giorni fa.
Il vescovo più anziano del mondo: monsignor Antonio Rosario Mennona di ben 102 anni ha accolto in casa sua a Muro Lucano (Potenza) due giovani romeni che avevano bisogno di lavorare; come ringraziamento per l'aiuto fornito i due badanti hanno portato via dall'abitazione del vescovo numerosi oggetti di valore tra cui una croce donatagli da Papa Giovanni Paolo II in occasione dei suoi 90 anni e un calice donato dai fedeli del paesino lucano. Ricordi questi non solo preziosi sotto l'aspetto economico ma con un valore affettivo inestimabile; per questo motivo il vescovo è stato tenuto al riparo da una notizia (il furto è stato scoperto dal nipote) che sicuramente lo avrebbe ferito e avrebbe potuto portare a conseguenze negative sia sotto l'aspetto fisico che sotto l'aspetto emotivo.
A voi le considerazioni in merito..